Martedì, 22 Aprile 2014 20:06

L'apocalittica Pasquetta sicula

L’apocalittica Pasquetta sicula
Di (Rox)

In tutto il mondo occidentale la Pasquetta è un giorno di festa che si trascorre con parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata e attività all’aperto. (cit wikipedia)

“Pasqua con i tuoi, pasquetta con chi vuoi”

Nel mondo siculo, quel “con chi vuoi” fa la differenza.

Perché, ebbene si, il siculo lo vuole passare all’aria aperta, con parenti e amici…

Ma in cuor suo, quello che realmente vuole, desidera e brama è…
…la compagnia abbondante di ovini, bovini e suini… “arrustuti”.

Invece, “in fegato suo”, generalmente ateo e carnivoro, inizia a pregare e sperare che il suo padrone diventi vegetariano.

Ecco quindi il programma della tipica pasquetta sicula.
Ore 9.30: appuntamento in un luogo dove almeno una decina di migliaia di altri gruppi di persone si sono date appuntamento.

Ore 11.00: il tempo che ci vuole per avere individuato il proprio gruppo di appartenenza utilizzando il satellite della Nasa, e dopo una abbondante colazione di caffè, cappuccini, e pezzi di rosticceria di ogni genere, si parte per la propria destinazione: il villino!!! (Il fegato siculo, dopo l’arrivo mattiniero dei primi alimenti strafritti, inizia ad intuire che la sua vita sia in pericolo, estremo pericolo).

Ore 12.00: (se tutto va bene) si giunge al villino.
I masculi iniziano subito a preparare “u luciu” (la carbonella) e decidere l’addetto alla cottura mentre le fimmine fanno la cernita dell’ordine con cui si dovranno arrostire le varie tipologie di carne: sasizza, stigghiole, carni i crastu, mangiaebevi…

Ore 13.00: u pitittu aggredisce i partecipanti e la permanenza della carne nella graticola ha una durata di circa 15 secondi, in pratica si inizia a mangiare carne cruda. Barili di birra e vino di origine sconosciuta si aprono e si consumano per anestetizzare l’olfatto impregnato di carbonio14.

Ore 13.30: carnazza, (il fegato, insieme ai trigliceridi, si sente in ascensore, su, giù, su, giù).

Ore 14.00: carnazza (il fegato viene spinto dal pancreas a farsi un giro sul Galeone).

Ore 14.30: si prende fiato (soprattutto il fegato).

Ore 14.31: carnazza. (il fegato si trova improvvisamente a girare sull’Enterprise).

Ore 15.00: carnazza. (il fegato non vorrebbe, ma gli tocca anche il giro sul tappeto volante).

Ore 15.30: siesta (il fegato ha perso conoscenza).

Ore 16.30: si organizza partitona di calcetto schietti contro ammogliati mentre si iniziano ad arrostire i cacuocciuli (il fegato si riposa e sghignazza, i polmoni iniziano a tremare).

Ore 16.35: si interrompe la partita per mancanza di fiato e di arti (acciuncati).

Ore16.40: si mangiano i cacuoccioli arrustuti con olio sale e pepe (il fegato esordisce “arrieri?”, mentre il polmone gli fa il gesto dell’ombrello sul braccio).

Ore 17.00: torneo di biliardino in cui sono convocati anche tutti i santi.

Ore 18.00: merenda a base di dolci, cannoli, cassate e cassatelle (i trigliceridi risalgono sull’ascensore e trovano il fegato, il pancreas, il colon e la cistifellea ad aspettarli).

Ore 18.30: tornei di briscola in cinque accompagnati dall’amaro Tutone e limoncello con il 99% di alcool e 1% di aroma di limone. (partitone di scopone scientifico tra fegato, pancreas, colon e cistifellea, i trigliceridi sono rimasti sull’ascensore al 50° piano con un profondo senso di nausea).

Ore 20.00: si ricomincia ad arrostire per non sprecare “u luciu” (Il fegato, il pancreas, il colon e la cistifellea simulano una contradanza).

Ore 22.00: spaghettata agghiu, ogghiu e peperoncino (il solito quartetto si lancia in una mazurka).

Ore 23.00: ritorno verso casa con fermata d’obbligo ai chioschetti per elisir digestivo.

Ore 23.10: creazioni di tsunami e Super Sayan battendo un paio di colpi sul petto (gara di rutti tra fegato, pancreas, colon e cistifellea).

Ore 24.00 tutti in fila al pronto soccorso per la lavanda gastrica (il gaviscon era terminato il giorno prima).

Letto 953 volte Ultima modifica il Martedì, 22 Aprile 2014 20:10